28/01/12

Scozia: nozioni generali

La Scozia è uno dei quattro paesi che formano la Gran Bretagna o Regno Unito. Si trova nella parte settentrionale.
Anticamente era chiamata Caledonia. Fu uno stato indipendente fino al 1707, quando con l'Atto di unione entrò a far parte del Regno della Gran Bretagna. Comunque, dal punto di vista dinastico, il regno di Scozia e quello d'Inghilterra erano già uniti dal 1603.
La capitale è Edimbrugo, uno dei principali centri finanziari europei. Ha circa 420.000 abitanti. La seconda città, per importanza, è Glascow.
Nonostante appartenga al Regno Unito, la Scozia ha un proprio sistema giuridico, d'educazione e una Chiesa nazionale. Dopo il referendum del 1997, sulla devolution, è stato anche ricostituito il Parlamento Scozzese, con piccole competenze legislative per ciò che riguarda il paese.
I fondali del Mare del Nord e dell'Atlantico, nella parte settentrionale della Scozia, hanno le più ampie riserve di petrolio dell'Unione Europea.
Le lingue parlate sono: l'inglese, chiamato Scottish Standard English (SSE), l'inglese di Scozia (una lingua germanica sviluppatasi in modo diverso dall'inglese dell'Inghilterra, chiamata anche Scots o Lallans) e il famoso gaelico scozzese. Ci sarebbe una quarta lingua, che ormai si può dire estinta e che veniva parlata nelle isole Shetland: il Norn.
Il gaelico scozzese viene, ormai, parlato soltanto nell'estremo ovest delle Highlands e nelle isole. Nonostante ciò, molte parole dei toponimi sono ancora in gaelico: aber (foce), baile, bal (città), beinn, benn (monte, lett. testa), innis (isola), loch (lago), slogan (slogan). L'area amministrativa del Na h-Eileanan Siar (Ebridi esterne) è l'unica dove il gaelico rappresenta ancora oggi la lingua più parlata.
La Scozia ha una popolazione di circa 5.120.000 abitanti per una superfice di 78.782 kmq.
Il cardo è il simbolo della Scozia, e con felci ed erica, è presente un po' ovunque. Le Lowlands sono ricche di ginestre e hanno una vegetazione simile a quella del Continente. Lungo la costa occidentale abbondano fuchsie, rododendri e azalee, nelle Highlands erica e felci. Sui Grampiani la flora è di tipo alpino.
La fauna è composta da animali assenti nel resto d'Europa: il topo di Rhum, il cervo rosso Red Deer, la pecora selvatica soay, gli uccelli di St. Kilda. Le scogliere sono un paradiso per varie specie. Nelle zone acquitrinose vive la gallina di palude (grouse).
Il clima subisce l'influsso dell'oceano, in particolare nelle zone occidentali. La parte più settentrionale della Scozia è maggiormente esposta a masse d'aria fredda di origine polare le quali, facendo contrasto con la calda Corrente del Golfo, creano frequenti zone di bassa pressione (soprattutto in autunno e all'inizio dell'inverno). La conseguenza è che la media delle precipitazioni è piuttosto elevata, le estati sono fresche e ventose (sperimentato sulla mia pelle XD), soprattutto nelle regioni montuose esposte a ovest. Ma è la stessa Corrente del Golfo a rendere l'inverno scozzese molto mite in proporzione alla latitudine. Edimburgo, infatti, pur essendo situata sulla costa orientale, ha una temperatura media annuale intorno ai 10 °C (3-4 °C d'inverno, 14-16 °C d'estate), diversamente da Mosca che, pur trovandosi quasi alla stessa latitudine, ha una temperatura media massima a gennaio di -6°.

25/01/12

Mila e Shiro

Ve li ricordate? Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo. Un cartone animato che qui in Italia andò in onda nel lontano 1986 su Rete 4 e poi successivamente su Italia 1.

Nacque come manga giapponese, per l'esattezza uno Shojo, una tipologia di manga destinata a un pubblico femminile, con una fascia di età compresa tra infanzia e adolescenza. Ma Mila e Shiro è stato anche uno spoken manga, ovvero un genere di manga le cui storie sono ambientate nel mondo dello sport e i protagonisti sono atleti.
Il titolo originale del manga è Attacker you! ed è stato scritto e illustrato da Jun Makimura e Shizou Koizumi. Fu pubblicato nel 1984 per la Kodansha e nello stesso anno fu tratta la serie anime omonima.
Come quasi sempre accade, la versione manga è molto diversa da quella dell'anime. Quest'ultima ha una trama più complessa e personaggi nuovi sin dalla prima puntata.

Trama del cartone animato: Attacker You! è la storia dell'ambiziosa ed energica alunna delle medie Mila Hazuki (Yu Hazuki nella versione originale), una ragazza di campagna che si trasferisce a Tokyo per andare a vivere con il padre e frequentare le scuole medie. La madre, che lei crede morta, è una ex campionessa di pallavolo. Mila ha anche un fratellino minore, Sunny, molto legato alla sorella maggiore. La segue ovunque, anche a scuola e alle partite di pallavolo.
A scuola Mila entra a far parte della squadra di pallavolo, diventando con il tempo una campionessa. Il suo sogno, infatti, è quello di giocare un giorno nella nazionale giapponese femminile e di partecipare alle Olimpiadi di Seul del 1988. All'inizio giocherà nella squadra di pallavolo della scuola omonima Hikawa, diventandone velocemente una delle titolari. L'allenatore, Daimon, è duro nei modi di fare e le preferisce il capitano e ricevitrice Nami Hayase, con la quale Mila instaura un'ottima amicizia.
Dopo le medie, entrerà a far parte della squadra professionistica Seven Fighters, con la quale vincerà sia il campionato che il torneo Open. Viene, così, convocata in nazionale. È solo a questo punto che scoprirà la verità sulla madre, Kiushi Tajima, dalle stesse parole della donna con il relativo racconto dell'abbandono della famiglia per continuare a giocare a pallavolo. Il contraccolpo per Mila è forte: lascia gli allenamenti.
Shiro, prima amico (conosciuto alle medie e anche lui giocatore di pallavolo) e poi quasi fidanzato, alla fine la ritroverà e convincerà a tornare sui suoi passi. Mila ritorna al ritiro della nazionale, riallacciando anche i rapporti con la madre ormai diventata telecronista sportiva.
La serie si chiude con Mila in linea di battuta, pronta per giocare la prima partita contro la Cecoslovacchia con una formazione che vede naturalmente in campo, tra le altre, le insostituibili compagne e amiche di sempre, Nami e Kaori, nei loro rispettivi ruoli di difensore centrale ed alzatrice.

Nell'adattamento italiano Mila viene fatta passare per la cugina di Mimì Ayuhara, ma nel manga non è così. In realtà non c'è alcun legame tra di loro.
Gli episodi del cartone animato sono in tutto 58. In occasione delle Olimpiadi di Pechino, nel 2008, è stata fatta una seconda serie televisiva, un sequel della prima, dal titolo Mila e Shiro - il sogno continua.
La sigla italiana è stata scritta dalla mitica Alessandra Valeri Manera (paroliera di Kiss me Licia, L'incantevole Creamy, Magica magica Emy, Evelyn, Memole dolce Memole ecc.), musiche e arrangiamenti sono di Carmelo Carucci e la voce è dell'altrattanto mitica Cristina d'Avena.
Per chi fosse interessato, l'intera serie è stata pubblicata su dvd nel 2007 da Dynit.
Curiosità: nell'episodio n° 53, quindi quasi sul finire della storia, appare per pochi secondi Jun Hono, ve la ricordate? L'amica di Tetsuya (Il grande Mazinga) e pilota del robot Venus.

23/01/12

The versatile blogger award

Proprio ieri ho ricevuto questo premio virtuale. Pertanto ringrazio l'amica che me lo ha dato: Debora, del blog Happy Red Book.

Il "regolamento" prevede di scrivere 7 cose che mi rappresentano e, successivamente, premiare 15 blog.

1) Amo tantissimo la pizza. Cavolo! La mangerei a colazione, pranzo, cena e spuntini. H 24. In tutte le salse, in tutti modi possibili e immaginabili. Adoro il bordo fragrante, la mozzarella che fila, il sapore in generale. La mia preferita è la margherita, ma ultimamente ho scoperto di adorare anche la speck e noci *_* Se solo la pizza facesse dimagrire, triplicherei il suo consumo!

2)
Amo tantissimo i cani. Sono cresciuta in mezzo a loro, li adoro! Sono dolci, affettuosi, giocherelloni, compagni fedeli. Non ti abbandonano mai, sempre pronti a confortare ogni tua lacrima, a rallegrare una giornata triste, a trasmetterti amore senza condizioni, a farti sorridere quando sei giù. Amo la loro invadenza, il loro venirti sempre incontro quando rientri a casa (anche se ti sei assentato per pochi minuti), il loro dormire raggomitolati tra le mie gambe. Basta guardare i loro occhi per capire quanto hanno da darti.

3) Amo tantissimo la lettura. Un buon libro, che sia cartaceo o in ebook, è una panacea per tutto. In particolar modo, aiuta a migliorare nella scrittura e ti fa stare bene. Nutre lo spirito. Mi piace l'odore della carta, la gestualità nello sfogliare le pagine, le copertine disegnate, ma mi piace anche avere uno strumento dove poterne tenere centinaia senza occupare spazio. Quindi amo molto anche gli ebook reader, delle vere e proprie biblioteche viaggianti. La lettura mi dà serenità e se un libro mi prende, potrei finirlo anche in una giornata.

4) Odio tutto ciò che riguarda la conduzione di una casa: pulizie per primo. Perché devo perdere il mio tempo a pulire, quando potrei investirlo nelle attività che più mi aggradano? Pulire la casa è necessario, ovvio, ma è veramente una gran rottura di palle. Poi odio andare a fare le commissioni, tipo pagare le bollette, fare la spesa, andare in banca, posta, meccanico e tutte queste altre incombenze odiose. Odio stirare, è anche per questo che non mi piace l'estate: valanghe di panni da stirare. Odio perdere tempo per fare cose inutili.

5) Ci sono alcuni sport che mi piacciono, ma che per motivi di vergogna non mi va di fare. Sono grassa e fino a che non dimagrisco un bel po', non voglio e non posso farli. Quello che amo di più è il nuoto, perchè mi piace sentire l'acqua che scivola sul corpo. Da un senso di leggerezza che mi rilassa e fa stare bene. Sott'acqua poi, è una vera goduria, c'è un silenzio che ha tutta la sua poesia. Il nuoto l'ho praticato per tanti anni, da giovane, avevo anche intrapreso la strada agonistica, ma poi la mia eterna incostanza mi ha fermata. Mi piace molto anche la pallavolo, praticata tantissimo anche questa. Il pattinaggio su ghiaccio, l'atletica leggera, un po' il tennis.

6) Sono maledettamente incostante: un pomeriggio magari mi prende la voglia di fare, che so, il decoupage. Poi dopo 3-4 giorni abbandono tutto, perché già mi sono scocciata. Idem, più o meno, per tutte le altre cose. Mi stufo dei "giocattoli nuovi" per così dire :D L'unica cosa di cui ancora non mi sono rotta le balle e non me le romperò mai è la scrittura.

7) La scrittura. Ecco, chiudiamo con questo mio amore eterno. Ambrogio Bazzero, uno scrittore italiano del XIX secolo, morto poveretto a soli 31 anni, diceva: Ma perché scrivo? È l'unico mio conforto. E cavolo se aveva ragione! Quando scrivo sto bene, mi piace, mi rilassa, mi faccio certi viaggi mentali che non avete idea. Entro in un mondo tutto mio, mangio solo perché il mio compagno e il mio cane Giotto mi ricordano che c'è anche quello a cui pensare: il cibo. Ecco, forse ho trovato la dieta per me: scrivere ;)

Non ho 15 siti/blog/forum cui regalarlo. I premiati sono:

Happy red book
Antonella Sanna
Arianna on the blog
Anima mundi
I romance di Monica
Il club degli scrittori
L'isola della poesia
Esprimersi scrivendo
Qualcosa di personale

18/01/12

Scozia

Eh sì, nel mio blog non potevo non parlare di questo meraviglioso paese. L'ho visitato nel 2000, dal 1 al 10 luglio, e beh... ho lasciato lì parte del mio cuore.
Erano anni che desideravo andarci e finalmente potei farlo. La mia passione per la Scozia nacque da ragazzina, quando leggevo i romance di mia madre. La maggior parte erano ambientati nel periodo medioevale e in Scozia. Leggevo di queste terre selvagge, piovose, nebbiose. Di queste brughiere, castelli, laghi. E pian piano me ne innamorai. Dicevo sempre: "un giorno ci andrò". E quel giorno arrivò, dodici anni fa. Mi sembra ieri.
La Scozia è verde, magnificamente, verde. Non ha montagne come le nostre Dolomiti, per intenderci, ma alte colline dalle linee morbide, dolci. Non ci sono speroni o strapiombi che potrebbero incutere un po' di timore, ma curve sinuose (anche imponenti) che trasmettono serenità, calma, silenzio. Ha un cielo blu, ma non un blu normale. È brillante, carico di colore. Splende, cavolo! Il mare è quasi violaceo, tanto è ossigenato.
È ricca di storia, cultura, tradizioni. Castelli, piccoli e grandi "Stonehenge", vallo di Antonino (poco conosciuto in realtà rispetto a quello di Adriano). Il loro ottimo salmone, il fish and chips, e il famosissimo Haggis (per chi piace). Per non parlare dei tradizionali Military tattoo di Edimburgo (agosto) e degli Highlands Games (da maggio a settembre). Insomma, c'è da sbizzarrirsi.
E poi gli scozzesi? Vogliamo accennare anche a loro? Che dire... io li ho trovati stupendi. Cordiali, simpatici, disponibili.
Conservo un bel ricordo della Scozia e del suo popolo. Un popolo orgoglioso di essere chiamato scozzese e non inglese, che ci tiene alla sua cultura e storia, ed è unito.
Bene, per tutti questi motivi, ho deciso di parlarvene nel mio blog. È un modo per farvela conoscere e apprezzare, ed è un modo, per me, per ricordarla con tanto affetto.

La foto rappresenta il Ben Nevis, la montagna più alta della Scozia e dell'intera Gran Bretagna. È alta 1344 mt.

13/01/12

Pierre Auguste Renoir

Il mio artista preferito. Forse perchè fa parte dell'impressionismo, forse perché le sue opere mi travolgono l'anima... fatto sta che Renoir lo amo. Ma cominciamo dall'inizio: la sua vita.
Renoir nacque nel 1841. I genitori furono dei sarti. Nonostante avesse una passione per la musica, il padre lo spronò a studiare decorazione su porcellana, materia nella quale Renoir si distinse. Seguì corsi di disegno e nel 1862 entrò a far parte dell'Ecole des Beaux-artes (scuola d'arte), dove conobbe Sisley, Bazille e Monet. Insieme con loro iniziò lo studio dell'en plein air.
Nel 1864, grazie all'opera Esmeralda che danza, fu ammesso al Salon, un'esposizione periodica (molto ambita all'epoca) di pittura e scultura che si teneva nel Louvre.
Nel 1873 fondò la "Società anonima cooperativa di artisti pittori, scultori, incisori ecc." e un anno dopo organizzò la prima mostra impressionista presso lo studio del fotografo Nadar.
Durante i successivi tre anni, nonostante le difficoltà economiche, continuò a dipingere con passione e costanza. Furono di questo periodo opere stupende come Bal au moulin de la Galette e Nudo al sole.
In seguito, i problemi economici furono risolti grazie alla vendita delle sue tele. Viaggiò in Algeria e in Italia. Qui, nel nostro Bel Paese, Renoir rimase affascinato dalle opere di Raffaello e dagli affreschi di Pompei.
A 49 anni sposò Aline Charigot ed ebbe tre figli. Si trasferì nel sud della Francia a causa di alcuni problemi di salute. Renoir, infatti, soffrì spesso di attacchi reumatici e necessitò di un clima più mite. Cagnes-sur-mer fu la sua ultima residenza, oggi è diventata un museo.
Negli ultimi anni della sua vita, le condizioni di salute peggiorarono. L'artrite reumaotide lo colpì a mani e piedi. La sofferenza inaudita cui era sottoposto, lo costrinse a utilizzare una sedia a rotelle. Nonostante quello, continuò a dipingere, legando il pennello al polso della mano.
Il 3 dicembre 1919 si spense per una polmonite. Aveva settantotto anni e, da poco, aveva terminato Le bagnanti.
Io adoro Renoir. Come scrivevo all'inizio, le sue tele mi fanno traboccare l'anima di gioia, pace interiore, serenità. Le forme morbide ma dai tratti decisi, le ombre dolci, le pennellate brevi ma cariche di colore. I chiaroscuri, i punti luce, i giochi tra zone d'ombra e zone illuminate. Ogni cosa vibra, prende vita. La minuzia dei particolari, data con pennellate veloci che sfiorano appena la tela, dona la vera essenza di ogni oggetto, volto, paesaggio.
La vita artistica di Renoir fu influenzata, agli inizi, dalla pittura di Delacroix e Corot. Poi apprese la tecnica dell'en plein air, grazie alla quale capì che le ombre che ci circondano non sono date dal marrone e dal nero, ma dal riflesso degli oggetti circostanti. Le sue opere rappresentano una fotografia della vita reale, piene di luce e colore.
Dopo il viaggio in Italia, durante il quale ammirò le opere di Raffaello, tentò di tornare a uno stile più severo, classico. Ma presto abbandonò il tentativo per concentrarsi sui nudi e sulle scene domestiche. Fu nota la sua preferenza per i corpi femminili in carne. Altro motivo per il quale lo adoro ;)
Renoir dipinse, nell'arco della vita, più di mille tele. Non provava simpatia nè per Gauguin nè per Van Gogh, mentre fu molto amico di Modigliani, che riceveva spesso nel suo studio.
Alcune frasi di Renoir, per comprenderlo meglio come uomo:
- quando Aline posava per lui, Renoir gettava il pennello ed esclamava: "perché stancarsi quando ciò che vorrei realizzare esiste già?"
- a un giovane Modigliani, davanti a un nudo femminile disse: "le vedi quelle natiche? Le ho toccate e accarezzate per giorni".
- la sera prima di morire sussurrò: "forse adesso comincio a capire qualcosa... ".

10/01/12

Recensione Il discorso del re

La sera del primo gennaio ho visto in tv il film Il discorso del re, con Colin Firth nei panni del re Giorgio VI.
Trama: dopo la morte del padre, Giorgio V, e l'abdicazione del fratello maggiore Edoardo VIII (per sposare una ricchissima donna americana, ma soprattutto divorziata, cosa questa impossibile per un futuro re di Inghilterra), il duca di York, soprannominato dalla famiglia "Bertie", viene proclamato re d'Inghilterra con il nome di Giorgio VI. Affetto fin da bambino da balbuzie, Bertie ha gravi difficoltà nel parlare in pubblico. Difetto, questo, che nel corso della vita gli è costato caro in termini di affetto da parte di genitori, parenti e amici. Deriso perfino dalla sua governante, Bertie cresce in un clima ostile, povero di affetti, con un padre severo e certamente poco sensibile davanti alle problematiche del figlio. Bertie frequenta diversi medici logopedisti, ma nessuno riesce a guarirlo dalla balbuzie.
Un giorno la moglie, la duchessa di York Elisabetta, gli presenta Lionel Logue, un eccentrico logopedista che lo aiuta con pazienza a riacquistare fiducia in se stesso e, di conseguenza, a parlare in modo più fluente. I progressi del duro lavoro a cui Bertie viene sottoposto e la tenacia dimostrata, danno i loro frutti. Quando l'Inghilterra entrerà guerra (seconda guerra mondiale), Giorgio VI terrà, attraverso la radio, un discorso rivolto all'intera nazione, che commuoverà il popolo.

Questo film è stato davvero bello, intenso. Colin Firth fantastico. Ricordo ancora la scena in cui Bertie confida a Louge l'inizio dei suoi problemi: un'infanzia rigida, un padre severo che non faceva altro che urlargli contro, vergognandosi del difetto di parola del figlio. Bertie era mancino, ma da piccolo fu forzato a usare la mano destra. Aveva le gambe a X, ma fu costretto a utilizzare delle rigide stecche per "raddrizzare" gli arti. La morte di un fratello più piccolo. La governante che non lo faceva mangiare. Insomma, tutti elementi che lo hanno portato a quel che è stato da adulto.
Anche Geoffrey Rush, nei panni di Lionel Louge, ha recitato magistralmente. Tra i due, nonostante l'insicurezza e la diffidenza iniziale di Bertie, si instaura un bel rapporto. Un'amicizia, quella tra il re e Louge, che durerà tutta la vita. Il medico, che tale in realtà non era, ma aveva fatto così tante esperienze nel campo della balbuzie, da ottenere ottimi risultati sui suoi pazienti, rimase sempre accanto a Giorgio VI, durante la maggior parte dei suoi discorsi. Frequentava abitualmente il palazzo, non solo come medico del re.
La moglie, Elisabetta (interpretata da un altrettanto brava Helena Bonham Carter), madre dell'odierna Elisabetta II (morta nel 2002 mi pare), ha sempre amato il marito. Gli è stata accanto in ogni momento, difendendolo e confortandolo in tutte le situazioni. Uno dei pochi matrimoni reali nato per amore. Elisabetta, infatti, era convinta che la sua vita matrimoniale non avrebbe risentito delle ferree regole di corte, essendo Bertie il secondo in linea di successione, dopo il fratello maggiore Edoardo. E quindi avrebbe vissuto la sua vita, accanto a Bertie, senza adempiere obbligatoriamente a tutti gli impegni che la vita di un re prevede. Il destino, però, ha voluto diversamente.
I paesaggi sono meravigliosi: una Londra nebbiosa, fredda, ma anche assolata seppur raramente. Le campagne inglesi sono splendide, le colline scozzesi (riprese in una breve scena) bellissime. Per non parlare degli interni dei palazzi: stucchi, tende di broccato, divanetti in stile, quadri con ritratti d'epoca di re inglesi. Abiti e acconciature, i giochi per bambini, le automobili, le radio... tutto è perfetto. Non è un caso, infatti, che il film abbia ricevuto una nomination (tra le tante) anche per la fotografia.
Il film è stato toccante, romantico, dolce, a tratti sofferto. Bello, bello bello!

07/01/12

Propositi per il 2012

Eccomi qui! Il blog riapre i battenti :D

Allora, come avete trascorso queste feste? Avete mangiato? Giocato? Scartato regali? Spettegolato con i parenti? Bene, quindi siete pronti per affrontare questo 2012.
Io sono rimasta a casa con la mia metà e Giottino, siamo stati benissimo ;) Alla faccia di chi pensa che le festività natalizie sia obbligatorio passarle con i parenti. Se nella coppia c'è armonia, si sta bene anche da soli. E forse è pure meglio.
Ma bando alle chiacchiere. Vediamo un po' quali saranno i miei obiettivi per questo 2012:
1) pubblicare il mio primo thriller. Dopo tante revisioni, è quasi finito. Manca qualche ritocco, ma il più è fatto ormai. Quindi, a breve inizierò le spedizioni.
2) finire il secondo thriller. Questa è dura, ma spero di farcela. La scaletta c'è, il prologo e parte del primo capitolo sono stati scritti. Insomma, l'importante è riprendere e finire. Il top sarebbe che l'editore che deciderà di pubblicare il primo, si prenda anche gli altri due (la saga è composta da 3 volumi), ma non spetta a me decidere. In teoria dovrebbe essere così, ma l'editoria italiana è "strana".
3) riuscire a leggere almeno 20 libri. Tra i tanti impegni che ho, sarebbe un bel traguardo.
4) riuscire a studiare i 9 libri di psicologia che ho in casa. Qualcuno me l'ha portato Babbo Natale e qualcuno me lo sono comprato . Tutto questo mi serve perché, prima di tutto, ho una grande passione per la mente umana, e secondo perché mi servono per scrivere i miei thriller. Quando si scrive un romanzo è fondamentale documentarsi approfonditamente per non dire castronerie. I miei studi partono da una base generica per poi entrare sempre più nei dettagli delle varie psicopatologie, ma per queste ultime c'è ancora tempo. Non si può pensare di costruire una casa senza conoscere l'ingegneria. Pertanto, dovrò studiare moltissimo. Alla fine, tirando le somme, i libri letti alla fine del 2012 saranno molto più di 20.
5) acquistare altri libri, sia di psicologia che di... intrattenimento diciamo, romanzi e saggi per lo più. Non ho un obiettivo numerico, tutto dipenderà dalle finanze domestiche ;)
6) riuscire a scrivere almeno 4-5 post al mese nel mio blogghino. Nel 2011 l'ho trascurato un po' per via del trasloco, ma quest'anno voglio rimediare.
7) dieta: perdere 10 chili. Lo dico sempre, ma non ci riesco mai. Comunque, l'intenzione c'è XD Io, intanto, ce l'ho messo.
8) fare un paio di presentazioni: visto che tra poco sarà pubblicato l'ultimo romanzo della saga MacAuley, Sentimenti e misteri, spero di riuscire a fare qualche evento per pubblicizzarlo.
9) riuscire a scrivere e leggere decentemente in inglese. Ho deciso di rispolverare ciò che una volta sapevo e riprendere gli studi di questa lingua. Adoro tutto ciò che è anglosassone, quindi mi ci applicherò volentieri. Per la pronuncia e l'ascolto dovrò trasferirmi a Londra, mi sa XD
10) revisionare Sentimenti ribelli. Eh sì, desidero riesumarlo perchè poveretto, necessita di qualche piccola modifica. Non voglio cambiarlo, ma abbellirlo. Cambiarlo significherebbe cancellare quella "Sonia esordiente" che ha fatto parte di me, e non sarebbe giusto. È stato il mio primo romanzo pubblicato e, proprio questo, contiene tutte quelle ingenuità tipiche di un esordiente. Sarebbe come rinnegare ciò che sono stata, i miei inizi, il mio modo di scrivere acerbo ma fresco. Comunque, sarà sempre disponibile gratuitamente per chi avrà la curiosità di leggerlo.
11) pubblicare Alba nuova all'orizzonte. Un romanzo d'amore ambientato in Canada nella seconda metà dell'Ottocento che scrissi tanti anni fa. Il dilemma sta nel decidere se pubblicarlo a puntate nel blog o renderlo scaricabile aggratis in pdf come Sentimenti ribelli. Deciderò in seguito.

Credo che questi propositi siano sufficienti. Avrò parecchio da fare, non so se riuscirò a raggiungerli tutti, ma farò del mio meglio.
Buon 2012... Maya permettendo!

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