Finalmente ho finito di leggere questo libro. Dico finalmente non perché sia stato pesante, anzi tutt'altro, ma perché ho impiegato diversi mesi per terminarlo, sempre a causa del trasloco.Il dover cambiare casa ha rallentato parecchie mie cosucce, ma pian piano sto riprendendo in mano la situazione.
Io adoro Augias, credo ormai sia ufficiale, ha un modo unico di coinvolgerti nella lettura ed è proprio per questo che mi sento in colpa per essermi portata dietro I segreti di New York per diversi mesi. Mannaggia!
Augias possiede uno stile di scrittura fluido, scorrevole. Volti le pagine senza neanche rendertene conto, cavolo. E io questa cosa, in un libro, l'adoro. Per me, lo scrivere semplice (che non vuol dire sciatto, come specifico spesso) è sinonimo di infinita bravura, talento. Lo scrivere semplice arriva dritto al cuore, lo colpisce e regala emozioni. Ripeto, i vocaboli complicati, di difficile comprensione sono inutili, lesivi e ti fan venire voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra e maledire l'autore/autrice per voler mostrare a tutti i costi la sua cultura. È un inutile mettersi in mostra, penalizza soltanto il testo.
Augias, dicevo, ha lo straordinario potere di farti vivere in prima persona le situazioni di cui scrive. Lo amo *_*
Il libro si divide in diversi capitoli, ognuno dei quali narra personaggi e vicende che hanno fatto la storia di New York. Di alcune non sapevo neanche l'esistenza, di altre sono un pochino più informata. Augias inizia con il raccontarci la storia della Statua della libertà, di come sia finita su Liberty Island (un tempo chiamata Bedloe's Island), di chi l'ha progettata e trasportata pezzo dopo pezzo dall'Europa in America. Prosegue, poi, con tanti altri personaggi (Henry Clay Frick, Marilyn Monroe, Evelyn Nesbit, Herman Melville, George Gershwin, Meucci ecc), fino ad arrivare allo sbarco in Normandia, nel 1944. Attraverso questi capitoli, 15 in tutto, racconta diversi decenni di storia americana.
È un libro molto affascinante, ben strutturato, che non deluderà gli amanti di questo tipo di saggi. A me è piaciuto.
Voto: 8,5
Io adoro Augias, credo ormai sia ufficiale, ha un modo unico di coinvolgerti nella lettura ed è proprio per questo che mi sento in colpa per essermi portata dietro I segreti di New York per diversi mesi. Mannaggia!
Augias possiede uno stile di scrittura fluido, scorrevole. Volti le pagine senza neanche rendertene conto, cavolo. E io questa cosa, in un libro, l'adoro. Per me, lo scrivere semplice (che non vuol dire sciatto, come specifico spesso) è sinonimo di infinita bravura, talento. Lo scrivere semplice arriva dritto al cuore, lo colpisce e regala emozioni. Ripeto, i vocaboli complicati, di difficile comprensione sono inutili, lesivi e ti fan venire voglia di lanciare il libro fuori dalla finestra e maledire l'autore/autrice per voler mostrare a tutti i costi la sua cultura. È un inutile mettersi in mostra, penalizza soltanto il testo.
Augias, dicevo, ha lo straordinario potere di farti vivere in prima persona le situazioni di cui scrive. Lo amo *_*
Il libro si divide in diversi capitoli, ognuno dei quali narra personaggi e vicende che hanno fatto la storia di New York. Di alcune non sapevo neanche l'esistenza, di altre sono un pochino più informata. Augias inizia con il raccontarci la storia della Statua della libertà, di come sia finita su Liberty Island (un tempo chiamata Bedloe's Island), di chi l'ha progettata e trasportata pezzo dopo pezzo dall'Europa in America. Prosegue, poi, con tanti altri personaggi (Henry Clay Frick, Marilyn Monroe, Evelyn Nesbit, Herman Melville, George Gershwin, Meucci ecc), fino ad arrivare allo sbarco in Normandia, nel 1944. Attraverso questi capitoli, 15 in tutto, racconta diversi decenni di storia americana.
È un libro molto affascinante, ben strutturato, che non deluderà gli amanti di questo tipo di saggi. A me è piaciuto.
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