13/01/12

Pierre Auguste Renoir

Il mio artista preferito. Forse perchè fa parte dell'impressionismo, forse perché le sue opere mi travolgono l'anima... fatto sta che Renoir lo amo. Ma cominciamo dall'inizio: la sua vita.
Renoir nacque nel 1841. I genitori furono dei sarti. Nonostante avesse una passione per la musica, il padre lo spronò a studiare decorazione su porcellana, materia nella quale Renoir si distinse. Seguì corsi di disegno e nel 1862 entrò a far parte dell'Ecole des Beaux-artes (scuola d'arte), dove conobbe Sisley, Bazille e Monet. Insieme con loro iniziò lo studio dell'en plein air.
Nel 1864, grazie all'opera Esmeralda che danza, fu ammesso al Salon, un'esposizione periodica (molto ambita all'epoca) di pittura e scultura che si teneva nel Louvre.
Nel 1873 fondò la "Società anonima cooperativa di artisti pittori, scultori, incisori ecc." e un anno dopo organizzò la prima mostra impressionista presso lo studio del fotografo Nadar.
Durante i successivi tre anni, nonostante le difficoltà economiche, continuò a dipingere con passione e costanza. Furono di questo periodo opere stupende come Bal au moulin de la Galette e Nudo al sole.
In seguito, i problemi economici furono risolti grazie alla vendita delle sue tele. Viaggiò in Algeria e in Italia. Qui, nel nostro Bel Paese, Renoir rimase affascinato dalle opere di Raffaello e dagli affreschi di Pompei.
A 49 anni sposò Aline Charigot ed ebbe tre figli. Si trasferì nel sud della Francia a causa di alcuni problemi di salute. Renoir, infatti, soffrì spesso di attacchi reumatici e necessitò di un clima più mite. Cagnes-sur-mer fu la sua ultima residenza, oggi è diventata un museo.
Negli ultimi anni della sua vita, le condizioni di salute peggiorarono. L'artrite reumaotide lo colpì a mani e piedi. La sofferenza inaudita cui era sottoposto, lo costrinse a utilizzare una sedia a rotelle. Nonostante quello, continuò a dipingere, legando il pennello al polso della mano.
Il 3 dicembre 1919 si spense per una polmonite. Aveva settantotto anni e, da poco, aveva terminato Le bagnanti.
Io adoro Renoir. Come scrivevo all'inizio, le sue tele mi fanno traboccare l'anima di gioia, pace interiore, serenità. Le forme morbide ma dai tratti decisi, le ombre dolci, le pennellate brevi ma cariche di colore. I chiaroscuri, i punti luce, i giochi tra zone d'ombra e zone illuminate. Ogni cosa vibra, prende vita. La minuzia dei particolari, data con pennellate veloci che sfiorano appena la tela, dona la vera essenza di ogni oggetto, volto, paesaggio.
La vita artistica di Renoir fu influenzata, agli inizi, dalla pittura di Delacroix e Corot. Poi apprese la tecnica dell'en plein air, grazie alla quale capì che le ombre che ci circondano non sono date dal marrone e dal nero, ma dal riflesso degli oggetti circostanti. Le sue opere rappresentano una fotografia della vita reale, piene di luce e colore.
Dopo il viaggio in Italia, durante il quale ammirò le opere di Raffaello, tentò di tornare a uno stile più severo, classico. Ma presto abbandonò il tentativo per concentrarsi sui nudi e sulle scene domestiche. Fu nota la sua preferenza per i corpi femminili in carne. Altro motivo per il quale lo adoro ;)
Renoir dipinse, nell'arco della vita, più di mille tele. Non provava simpatia nè per Gauguin nè per Van Gogh, mentre fu molto amico di Modigliani, che riceveva spesso nel suo studio.
Alcune frasi di Renoir, per comprenderlo meglio come uomo:
- quando Aline posava per lui, Renoir gettava il pennello ed esclamava: "perché stancarsi quando ciò che vorrei realizzare esiste già?"
- a un giovane Modigliani, davanti a un nudo femminile disse: "le vedi quelle natiche? Le ho toccate e accarezzate per giorni".
- la sera prima di morire sussurrò: "forse adesso comincio a capire qualcosa... ".

2 commenti:

Emanuela ha detto...

Molto interessante, tesora, soprattutto per ciò che riguarda i soggetti di donne un po' in carne... Insomma, siamo molto meglio noi piuttosto che un mucchietto d'ossa, no? ;-) Rendiamo di più! Baciiii

Sonia Caporali ha detto...

Ciccia, se tu sei in carne... io dovrei spararmi allora XD

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